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Jury

Giuria dei Masters d’Or 2019: Corinne e Gilles Bénizio alla presidenza

Per la Grande Finale dei Masters de Feu 2019, Corinne e Gilles Bénizio, il duo di culto Shirley e Dino, presiedevano una giuria riunita attorno a personalità dell’arte, della cultura, dello sport e di Compiègne. Insieme, giurati ufficiali, membri del pubblico estratti a sorte e spettatori partecipavano all’assegnazione dei riconoscimenti di questa serata decisiva all’Ippodromo di Compiègne.

Jury des Masters d’Or 2019: Corinne et Gilles Bénizio à la présidence

La Grande Finale dei Masters de Feu 2019 aveva bisogno di una giuria all’altezza della posta in gioco: designare, per la prima volta, il vincitore del Master d'Or. Il 21 settembre 2019, all’Ippodromo di Compiègne, tre artificieri finalisti, qualificatisi nel corso delle edizioni precedenti, si ritrovavano sotto lo sguardo del pubblico e di un collegio di personalità. Alla sua guida: Corinne e Gilles Bénizio, noti a più generazioni di spettatori nei panni di Shirley e Dino. Una scelta al tempo stesso popolare ed esigente, fedele allo spirito dei Masters de Feu: unire grande spettacolo, sensibilità artistica, emozione collettiva e precisione di giudizio.

Corinne e Gilles Bénizio, un duo di scena alla presidenza della Grande Finale

La presidenza della giuria 2019 spettava a due artisti il cui universo si fonda su una rara alchimia: ritmo, ascolto, improvvisazione, precisione del gesto e rapporto diretto con il pubblico. Resi celebri dal grande pubblico come Shirley e Dino, in particolare nell’universo del cabaret televisivo e dello spettacolo dal vivo, Corinne e Gilles Bénizio incarnano una forma di umorismo visivo e musicale immediatamente riconoscibile. La loro presenza ai Masters de Feu faceva così eco a ciò che la pirotecnica sa raccontare meglio quando raggiunge il suo massimo livello: un’arte del timing, del contrappunto, della sorpresa e della crescita di intensità.

Presiedere una giuria pirotecnica non significa soltanto apprezzare la bellezza di un cielo illuminato. Significa leggere uno spettacolo nella sua costruzione, comprendere come una sequenza prepara la successiva, come una musica dialoga con un colore, come un silenzio possa amplificare l’effetto di un bouquet. Con la loro esperienza scenica, Corinne e Gilles Bénizio portavano a questa finale uno sguardo da artisti abituati alla drammaturgia, al tempo scenico e al contatto con il pubblico.

Una giuria composta da personalità dai punti di vista complementari

Attorno ai due presidenti, i Masters de Feu 2019 riunivano una giuria particolarmente variegata. Questa diversità non era aneddotica: consentiva di valutare i fuochi d’artificio da molteplici angolazioni, dalla resa visiva alla coerenza musicale, dall’emozione suscitata alla qualità del racconto pirotecnico. La giuria univa personalità dello spettacolo, della musica, dello sport, dell’audiovisivo, della creazione e della vita compiégnoise.

Tra i giurati figuravano Hervé Niquet, direttore d’orchestra e fondatore del Concert Spirituel, la cui sensibilità musicale offriva una chiave di lettura preziosa sulla sincronizzazione e sulla forza narrativa delle colonne sonore. Étienne Chouzier, compositore e direttore d’orchestra del Bagad de Vannes, completava questa dimensione musicale con uno sguardo da creatore e da direttore, attento agli equilibri, alle dinamiche e alle pause di un’opera.

La giuria comprendeva anche Philippe Candeloro, pattinatore artistico e doppio medagliato olimpico, già legato alla storia dei Masters de Feu. La sua esperienza di performance coreografata, di rischio e di spettacolo dal vivo trovava un’evidente risonanza con l’arte pirotecnica, dove tutto si gioca nell’istante e dove la precisione non ammette alcun calo.

Televisione, cinema, creazione: sensibilità provenienti dallo spettacolo dal vivo

Sandra Lou, conduttrice e produttrice, apportava alla giuria una conoscenza del ritmo televisivo, della messa in scena e della ricezione da parte del pubblico. Sophie Goupil, produttrice e regista, inscriveva la valutazione in un approccio più cinematografico: composizione, emozione, progressione drammatica, capacità di una sequenza di mantenere una promessa visiva. Jérémie Charvet, cantante e attore, rappresentava invece la scena, la voce, l’interpretazione e quell’attenzione particolare all’impatto immediato di una performance sugli spettatori.

La presenza di artisti e professionisti dello spettacolo era essenziale in un concorso in cui il fuoco d’artificio non viene giudicato come una semplice successione di effetti. Ai Masters de Feu, ogni quadro deve inserirsi in un’intenzione. I colori, le altezze, le aperture, i finali e le variazioni di ritmo costruiscono una vera e propria partitura visiva. La giuria doveva quindi valutare non solo la virtuosità tecnica, ma anche la capacità di ciascun artificiere di far nascere un’emozione duratura.

Compiègne al centro della giuria e dell’evento

La Grande Finale 2019 si svolgeva a Compiègne, e la giuria rifletteva anche questo radicamento locale. Philippe Marini, sindaco di Compiègne, figurava tra i giurati, accanto ad Antoine Gilibert, presidente dell’Ippodromo di Compiègne. La loro presenza ricordava il ruolo centrale del sito e della città nella costruzione di questo appuntamento internazionale. I Masters de Feu non sono soltanto un concorso collocato in una scenografia: si inseriscono in un territorio, in una storia di eventi, in una tradizione di accoglienza e in un’ambizione culturale.

Camille Tumerelle, Regina del Mughetto di Compiègne 2019, completava questa rappresentanza locale. La sua partecipazione sottolineava il legame tra le grandi celebrazioni popolari della città e questa serata pirotecnica pensata per riunire un vasto pubblico. La presenza di Jean-Marc Solbes, membro organizzatore del Festival di arte pirotecnica di Cannes, apportava infine l’esperienza di un professionista abituato alle esigenze dei grandi concorsi internazionali di fuochi d’artificio.

Il pubblico, attore del verdetto

Ai Masters de Feu, la valutazione non si limita alla giuria ufficiale. Anche alcuni membri del pubblico vengono sorteggiati per entrare nel dispositivo di giudizio, una particolarità che rafforza la dimensione popolare del concorso. Il fuoco d’artificio è un’arte all’aperto, immediata, condivisa: si osserva in molti, si vive in una folla, suscita reazioni spontanee. Dare un posto al pubblico nel processo decisionale consente di mantenere questo legame diretto tra creazione pirotecnica ed emozione collettiva.

Anche il resto degli spettatori ha un ruolo essenziale grazie al Prix du Public. Questo riconoscimento ricorda che la virtuosità tecnica non basta sempre a segnare una serata: uno spettacolo può colpire per respiro, leggibilità, poesia o finale. Associando giuria, pubblico sorteggiato e voto degli spettatori, i Masters de Feu difendono una visione equilibrata della competizione, tra competenza, sensibilità artistica e accoglienza popolare.

Una giuria per decretare il vincitore del Master d'Or

La finale 2019 segnava il compimento di un primo ciclo. I vincitori delle edizioni precedenti, trionfatori di un Master d'Argent, si ritrovavano a Compiègne per puntare al Master d'Or. In questo contesto, la composizione della giuria assumeva un’importanza particolare: non si trattava più soltanto di selezionare un finalista, ma di consacrare un vincitore al termine di più anni di competizione.

I criteri di valutazione vertevano sulle qualità principali di uno spettacolo pirotecnico di alto livello: l’estetica generale, l’emozione suscitata, la sincronizzazione con la musica e la varietà degli effetti coreografati. Questi criteri traducono l’esigenza dei Masters de Feu: far riconoscere la pirotecnica come una scrittura a pieno titolo, in cui ogni esplosione, ogni colore, ogni silenzio e ogni slancio contribuiscono a un’opera complessiva.

Con Corinne e Gilles Bénizio alla presidenza, circondati da una giuria dalle competenze molteplici, il Master d'Or 2019 affermava la propria ambizione: offrire al pubblico una finale spettacolare, ma anche una competizione leggibile, esigente e giusta. Nel cielo di Compiègne, l’emozione doveva parlare per prima; alla giuria spettava poi il delicato compito di trasformare quell’emozione in verdetto.

Giuria dei Masters d’Or 2019: Shirley e Dino a Compiègne · Masters de Feu