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Pyrotechnie

Masters de Feu 2018: i concorrenti della terza edizione

Nel 2018, i Masters de Feu hanno riunito a Compiègne tre case pirotecniche provenienti da Polonia, Canada e Francia. Surex, Apogée e Grand Final si sono sfidate sul tema «Le emozioni del cinema», con artEventia per gli spettacoli di apertura e di chiusura.

Masters de Feu 2018: les compétiteurs de la troisième édition

Il 22 settembre 2018, l’ippodromo di Compiègne ha ospitato la terza edizione dei Masters de Feu, appuntamento internazionale dedicato all’arte pirotecnica musicale. Per questa prova, tre maison erano in gara: Surex per la Polonia, Apogée per il Canada e Grand Final per la Francia. Tutte condividevano la stessa sfida artistica: creare uno spettacolo sul tema « Les émotions du cinéma », un invito a tradurre con il fuoco i grandi motori della settima arte, dalla tensione al lirismo, dalla sorpresa allo stupore.

Questa edizione 2018 si inseriva in una chiara progressione: dopo le prime vittorie assegnate negli anni precedenti, il vincitore di Compiègne avrebbe dovuto raggiungere il grande confronto successivo, destinato a designare il vincitore del Master d'Or. Il concorso riuniva così team abituati ai festival internazionali, capaci di unire precisione tecnica, narrazione musicale, potenza visiva e padronanza del ritmo. Accanto a loro, artEventia firmava i quadri di apertura e di chiusura, fuori concorso, per incorniciare la serata in un contesto spettacolare.

Un’edizione 2018 all’insegna del cinema

La scelta del tema « Les émotions du cinéma » offriva ai pirotecnici un terreno di espressione particolarmente ricco. Un fuoco d’artificio coreografato non si limita a una sequenza di effetti: deve costruire una drammaturgia, creare un’atmosfera, lasciare respirare, far crescere l’intensità e poi liberare l’energia nel momento giusto. Il cinema, con la sua capacità di generare immagini mentali e sensazioni immediate, offriva un filo conduttore ideale per valutare la sensibilità dei team.

In questo tipo di concorso, la difficoltà consiste nel trovare l’equilibrio tra virtuosismo e chiarezza. Troppi effetti possono confondere il messaggio; una scrittura troppo prudente può mancare di impatto. I concorrenti del 2018 dovevano quindi dimostrare una doppia competenza: quella del pirotecnico, garante di sicurezza, cadenza e qualità dei prodotti, e quella del regista, attento alla sequenza dei colori, all’altezza dei lanci, ai silenzi, ai contrasti e al rapporto intimo tra musica e luce.

Surex, la scuola polacca della pirotecnica musicale

Per la Polonia, Surex era rappresentata da Jaroslaw Suzdalewicz e Sebastian Cwajna. Azienda familiare fondata nel 1989, la maison si è imposta nel tempo come uno dei nomi riconosciuti della pirotecnica coreografata in musica. La sua identità si fonda su un approccio al tempo stesso tecnico e festivo: costruire spettacoli leggibili da un vasto pubblico, mantenendo al contempo un alto livello di sincronizzazione e varietà visiva.

Surex non si è sviluppata soltanto come società di creazione di fuochi d’artificio. Nel 2008, con le autorità comunali di Szczecin, il team ha contribuito alla nascita del festival internazionale PYROMAGIC, divenuto uno dei grandi appuntamenti pirotecnici della Polonia. Questa esperienza di organizzatore e concorrente offre a Surex una comprensione fine delle aspettative di un concorso: saper catturare subito l’attenzione, variare i quadri, sorprendere senza spezzare la coerenza complessiva e conservare una firma riconoscibile.

A Compiègne, questa cultura della competizione internazionale rendeva Surex un candidato particolarmente solido. Il team polacco arrivava con l’esperienza dei grandi festival, dove ogni secondo conta e dove la musica detta il respiro del cielo. In una serata dedicata alle emozioni del cinema, aveva l’occasione di dispiegare un linguaggio pirotecnico fatto di contrasti, ampiezza ed effetti finemente articolati.

Apogée, la precisione canadese al servizio dello spettacolo

Il Canada era rappresentato da Apogée, con Alain Carbonneau. Fondata da quest’ultimo insieme a pirotecnici esperti, l’azienda del Québec si è progressivamente affermata tra le maison di riferimento sulla scena internazionale. Il suo percorso testimonia un’ambizione chiara: portare avanti una scrittura pirotecnica capace di viaggiare, adattarsi a contesti molto diversi e sostenere una visione artistica oltre i confini canadesi.

Apogée ha rappresentato il Canada in diversi grandi appuntamenti internazionali. Nel 2012, la società ha partecipato a eventi a Shanghai, in Italia, a Malta e in Germania, conquistando numerosi riconoscimenti. Nel 2016 ha realizzato lo spettacolo di apertura dell’International des Feux Loto-Québec e ha inoltre rappresentato il Canada a Roma. Queste esperienze riflettono una padronanza dei formati su larga scala, in cui la precisione dei lanci deve armonizzarsi con scenografie molto esposte.

Per i Masters de Feu 2018, Apogée portava una sensibilità nordamericana, spesso attenta alla forza emotiva della colonna sonora e all’efficacia narrativa. In un concorso in cui il pubblico è parte integrante dell’esperienza, questa capacità di creare una progressione di intensità, riservare sorprese e far dialogare effetti aerei e musica costituiva un vantaggio importante.

Grand Final, la creazione francese in competizione

La Francia era rappresentata da Grand Final, con Pierre Emmanuel Gelis. Fondata nel 2010 da Stéphane Bazoge e Pierre Emmanuel Gelis, la società si è specializzata nella creazione e realizzazione di spettacoli pirotecnici per esterni e interni. Fin dall’inizio, Grand Final ha difeso una visione scenica del fuoco d’artificio: non soltanto un gran finale spettacolare, ma una scrittura completa, pensata come vero e proprio atto di regia.

Questo approccio si basa su un nucleo di consulenza e design al servizio di progetti su misura. La sfida è considerare il fuoco come un linguaggio: scelta dei colori, disegno delle linee di tiro, verticalità, effetti di prossimità, punteggiature sonore, rapporto con il luogo e con la musica. In uno spazio come l’ippodromo di Compiègne, dove il pubblico abbraccia ampiamente il cielo, questa riflessione sullo spazio diventa essenziale.

Nel 2018, Grand Final portava quindi i colori francesi con una proposta molto attesa. Di fronte a Surex e Apogée, la società doveva convincere per la coerenza della narrazione e la precisione della scrittura. L’edizione ha infine incoronato Grand Final, la maison francese vincitrice del Master d'Argent 2018 davanti a Surex e Apogée. Questa vittoria le ha aperto la strada verso la finale del Master d'Or 2019.

artEventia, una cornice spettacolare fuori concorso

In apertura e in chiusura della serata, il pubblico ritrovava artEventia, fuori concorso. Creata qualche anno prima dell’edizione 2018, la società si è fatta conoscere per spettacoli in cui emozione e sincronizzazione occupano un posto centrale. Il suo ruolo ai Masters de Feu era particolare: creare l’atmosfera, dare il tono e poi chiudere l’evento con un ultimo quadro concepito come una firma.

artEventia vantava già un percorso di rilievo, in Francia e a livello internazionale. La società aveva partecipato in particolare alle cerimonie di apertura e chiusura di Mons, Capitale europea della cultura nel 2015, e si era distinta in concorsi prestigiosi, con un premio della giuria al Festival international d’art pyrotechnique di Cannes nel 2016 e una medaglia di bronzo a Macao nel 2015. Esperienze che testimoniano la capacità di realizzare interventi pirotecnici ambiziosi, precisi e leggibili.

Tre visioni, la stessa esigenza internazionale

I concorrenti dei Masters de Feu 2018 illustravano la diversità della scena pirotecnica mondiale. Surex portava con sé l’esperienza polacca dei grandi festival e una forte cultura della pirotecnica musicale. Apogée incarnava il savoir-faire canadese, alimentato da competizioni e produzioni internazionali. Grand Final difendeva una scrittura francese contemporanea, attenta alla scenografia e alla progettazione su misura.

Oltre al palmarès, questa edizione ha confermato l’ambizione dei Masters de Feu: fare di Compiègne un luogo d’incontro tra maison pirotecniche di alto livello, una giuria, un tema artistico e un pubblico familiare. Riunendo cinque quadri nel corso della stessa serata, di cui tre spettacoli in concorso, l’evento ha ricordato che il fuoco d’artificio è un’arte di precisione tanto quanto un’arte popolare. Un’arte breve, intensa, esigente, che trasforma il cielo in uno schermo vivo e lascia, quando l’ultima stella si spegne, un’emozione duratura.

Masters de Feu 2018: concorrenti e case pirotecniche · Masters de Feu